Storia

L’aveva chiamata “Stracasa”, perché era qualcosa di più di una semplice dimora. Nel 1920 Emilio Errico Vismara, ingegnere lombardo, sceglie lo spettacolo grandioso di Punta Tragara per costruire la sua villa, a picco sul mare e con vista sui Faraglioni. A seguirlo nel progetto è Le Corbusier, che descrive l’edificio come “una specie di fioritura architettonica, un’emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale”.

Con la stessa naturalezza, pochi anni dopo Villa Vismara entra nell’attualità della storia, accogliendo il comando americano durante la seconda guerra mondiale. Tra gli ospiti illustri, il Generale Dwight D. Eisehnower, il Generale Mark Clark e Sir Winston Churchill.

La pace porta a Capri l’euforia della Dolce Vita, e nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi acquista la villa per sua dimora di vacanza, e nel 1973 la trasforma in albergo. Da allora l’Hotel Punta Tragara ha intrapreso un percorso di crescita straordinario, fino a raggiungere i massimi livelli dell’ospitalità caprese, come testimoniano oggi le sue cinque stelle lusso.

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L’aveva chiamata “Stracasa”, perché era qualcosa di più di una semplice dimora. Nel 1920 Emilio Errico Vismara, ingegnere lombardo, sceglie lo spettacolo grandioso di Punta Tragara per costruire la sua villa, a picco sul mare e con vista sui Faraglioni. A seguirlo nel progetto è Le Corbusier, che descrive l’edificio come “una specie di fioritura architettonica, un’emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale”.

Con la stessa naturalezza, pochi anni dopo Villa Vismara entra nell’attualità della storia, accogliendo il comando americano durante la seconda guerra mondiale. Tra gli ospiti illustri, il Generale Dwight D. Eisehnower, il Generale Mark Clark e Sir Winston Churchill.

La pace porta a Capri l’euforia della Dolce Vita, e nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi acquista la villa per sua dimora di vacanza, e nel 1973 la trasforma in albergo. Da allora l’Hotel Punta Tragara ha intrapreso un percorso di crescita straordinario, fino a raggiungere i massimi livelli dell’ospitalità caprese, come testimoniano oggi le sue cinque stelle lusso.

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